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Negli anni '50, lo psichiatra americano Boris Levinson, che si occupava di pazienti con gravi disturbi del comportamento, in particolar modo bambini, scoprì casualmente che la presenza del suo cane in studio favoriva il contatto con i piccoli pazienti.
Mentre questi erano interessati ad accarezzarlo e a giocare con lui, Levinson aveva infatti notato un certo rilassamento, una disponibilità al dialogo e una maggiore collaborazione.
Fu proprio Levinson a coniare il termine pet therapy, ovvero "terapia per mezzo dell'animale"
La pet therapy secondo Dog4Life onlus
Nell'ambito della pet therapy, Dog4Life onlus si occupa di:
Alcuni esempi dei benefici dell'interazione uomo-animale
- L'animale è divertente quindi è un ottimo stimolatore di sorrisi, il suo arrivo rompe la monotonia
- L'animale stimola la socializzazione e aiuta nelle relazioni tra utente, terapista e le altre persone della struttura
- L'animale aiuta a rivolgere l'attenzione all'esterno soprattutto nelle persone che hanno malattie mentali e focalizzano l'attenzione su se stessi
- L'animale aumenta l'autostima
- L'animale non vede l'handicap ma la persona, non giudica o critica, fornisce accettazione e approvazione senza riserve
- La "visita" di un animale offre finalmente un contatto fisico piacevole
- La presenza di un animale diminuisce il battito cardiaco e la pressione sanguigna ed ha una funzione rilassante
Benefici
A seconda dell'obiettivo da raggiungere si potrà intervenire ed ottenere benefici a livello:
- motorio
- cognitivo
- sensoriale
- comunicativo
- socializzazione
- attività occupazionali
- fisiologico
- psicologico
Riferimenti
Ministero della Salute - In primo piano - Pet Therapy
Comitato Nazionale per la Bioetica - Documento sulla Pet Therapy
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